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Albergo a ore

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Lo scorrere del tempo e lo scorrere della vita. Qual è la percezione dell'esistenza se rapportata all'infinità? Vivere può essere considerata una virtù? O soltanto la debole traccia lasciata dall'incomprensibile? Nel corso della sua lunga (o breve chissà?) vita, Anselmo, portiere di albergo, direttore d'orchestra, orologiaio, filosofo, ballerino, attore-spettatore, ha assaporato migliaia di storie, una quantità enorme di gocce e briciole con le quali si è nutrito e che hanno scandito a piccoli rintocchi severi il suo tratto di mare. Vite più o meno importanti, più o meno inutili, accomunate soltanto dalle anonime stanze in cui i frammenti di queste esistenze hanno visto la luce. Ecco che dal passato (o dal futuro chissà?) arrriva puntuale l'eco di quattro tra queste storie che, nel loro stupìto dipanarsi, ancora non smettono di porre la domanda principe: Che senso ha la nostra vita? E soprattutto, rincara Anselmo, perché non riusciamo a smettere di porci questa domanda? Ironia, eleganza, distacco e partecipazione sono le chiavi che il buon portiere ci consegna per aiutarci a capire; dapprima i colori delle stanze e le motivazioni che le accompagnano, poi i colori delle persone, i loro perché, i loro come, i loro quando e i loro dove. Ci conduce in camere dove ristagna l'amore: acerbo, incompreso, frustrato, negato. E' l'amore che tenta di liberarsi dalle reti della nostra pochezza di esseri imperfetti, e perciò incapaci di accettare un regalo così semplice (o complesso chissà?). Ma a gurdar bene, nascosto tra le intricate mosse di questo gioco dannatamente serio, potremmo scorgere il respiro della logica illogicità della sorte, che non si cura se sei prostituta o manager, tossico o portiere d'albergo, ma inesorabilmente continua a suonare le tue note fino alla chiusura, all'esaurirsi dei personaggi, al compiersi dell'inevitabile. Siamo dunque condannati a danzare la sinfonia fino in fondo per accorgerci che soltanto il ticchettio del metronomo è eterno.
ALBERGO A ORE, da un'idea di Alberto Cariola, scritto e diretto da Marco BALMA con Alberto Cariola, Laura Passalacqua, Marco Balma, Marilena Bertonati, Carlo Pelini, Elena Mele, Simone Tonelli, Nicoletta Croxatto, Matteo Ridolfi - Musiche Renè Aubry, Ideazione scenografica Laura Passalacqua, Alessandro Vanello - Realizzazione scenografica Alessandro Vanello - Luci Alessandro Vanello - Suono Mafalda Garozzo- Tecnico di scena Gino Spisto

anno: 2006

Ultimo aggiornamento Martedì 16 Agosto 2011 16:46  

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