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Astarot - La Topastra

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…….eccoci , di nuovo in scena, con un nuovo spettacolo  :   questa volta abbiamo lavorato su due testi di Stefano Benni,Nicoletta Croxato - Renzo Noberini - Foto di scena “La Topastra”


e “Astaroth”, affidando la regia a Renzo Noberini, storico attore “evaso” al debutto in veste di “regista” per una produzione firmata “Compagnia degli Evasi”. Come sempre, per “fare cultura” attraverso il teatro, e per “dare opportunità” a chi vuol fare teatro….

….e quindi :

una visione del mondo dall’alto, Astaroth, e una dal basso, La Vanessa Leonini - Foto di scenaTopastra, e in mezzo l’essere umano, colui che regge le sorti del mondo, che in vita sovrasta e domina gli altri esseri (Vero topastra?) ma che essendo mortale un giorno terminerà il proprio viaggio e dovrà rendere conto dei suoi comportamenti e della sua vita (Vero Astaroth?).

La Topastra chiede un po’ di “comprensione, un minimo di civiltà per sé e per i suoi simili”, mentre Astaroth, “stanco di giudicare, si accontenterebbe di stare su una veranda di una casa di campagna alla sera ad ascoltare il canto dei grilli”.

 

 


“LA TOPASTRA - ASTAROTH”

di Stefano Benni

Regia: Renzo Noberini

 

Interpreti:

“La Topastra” : Vanessa Leonini

“Astaroth” : Nicoletta Croxatto  e, Mara Mostocotto, Andrea Carli, Andrea Ciallo, Renzo Noberini.

 

Luci e suoni : Franca Zanzucchi, Luigi Gino Spisto.

Scenografie e costumi : Federica Noberini – Laura Leonini.

 

L’autore :

Stefano Benni è nato a Bologna nel 1947. Giornalista, collabora soprattutto con articoli di satira sociale e politica, a numerose testate. La sua penna graffiante ritrae con abilità un quadro desolante della società italiana, i cui aspetti più meschini sono rappresentati con lucido acume. Ideatore della “Pluriversità dell’Immaginazione”, per la quale conduce periodicamente affollati incontri culturali, ha diretto per la casa editrice Feltrinelli la collana “Ossigeno” e dal 1999 è consulente artistico del Festival internazionale del jazz “Rumori mediterranei”. I suoi interessi artistici sono molteplici. Narratore e poeta assai prolifico, tra le sue opere “Bar Sport”, “Terra”, che ha inaugurato il genere satirico-fantascientifico (continuato in “Baol”, “La Compagnia dei Celestini” ed “Elianto”), “Ballate”, “Spiriti”, “Saltatempo”, “Achille Piè Veloce”, sino ad arrivare al recente “Pane e tempesta”. Oltre ad aver scritto anche due libri di genere teatrale “Teatro” e “Teatro 2”, è stato anche regista e sceneggiatore e ha allestito spettacoli di jazz e poesia.

La Topastra : il monologo tutto al femminile della Topastra è il grido che viene dal basso. L’uomo nel suo delirio di onnipotenza schiaccia tutto e tutti. E dopo aver riempito il mondo di liquami, imputa agli abitanti delle fogne la colpa di nuotarci in mezzo. Anche qui è emerso dentro di me il desiderio di ampliare lo sguardo del pubblico, di non accontentarsi di una visione parziale, ma di rendersi consapevoli di quanto la razza umana possa essere violenta e depredatrice nei confronti della natura che la circonda. E chi, più delle donne, può essere la vittima di questa visione? La topastra in fondo incarna l’anelito di tante donne, ancor oggi largamente irrealizzato, ad essere non un semplice “completamento” dell’uomo, ma una creatura indipendente, a sé stante, con pari dignità. (R.Noberini, regista)

Astaroth : mi ha messo in crisi e mi ha affascinato al tempo stesso. Ho immediatamente percepito la domanda che spesso è sbattuta in faccia agli uomini di religione : perché un Dio di amore, di misericordia, per di più onnipotente, permette il male? Perché i bambini e gli innocenti ne sono vittima?. Ma nello stesso tempo ho avvertito l’esigenza di mettere in scena questo lavoro per stimolare una seria riflessione nel pubblico. Di fronte a queste domande così brutali, ma anche estremamente realistiche, non ci si può tirare indietro. Alcuni risponderanno che il male c’è perché così si vuole. Qualcun altro dirà che la vita inizia e finisce sulla terra, altro non c’è. E le risposte potrebbero essere molte altre. Io per controbattere la terribile idea di un Dio gran maestro di tutte le indifferenze, che Benni legittimamente propone (e che si riferisce secondo me soprattutto alle gerarchie ecclesiastiche), vorrei fare mia la risposta che il grande scrittore Elie Wiesel fornisce nel suo romanzo “La notte”. Di fronte ad un  bambino, che in tempo di guerra viene impiccato da uomini feroci (uomini senza Dio o guidati da Dio a seconda dei punti di vista) qualcuno si chiede: ma Dio dov’è? Perché permette tutto questo? E dietro di sé quel qualcuno sente una voce che gli risponde: Dov’è Dio? Eccolo: E’ appeso lì a quella forca…. (R.Noberini, regista)

Note di regia:

Un testo teatrale solitamente prende vita nel momento in cui è portato in scena e spesso è difficile coglierne l’efficacia  attraverso la sola lettura. Non è il caso di questi due testi che già dopo la prima lettura esprimono immediatamente la loro tragicomicità.  Dunque il lavoro di regia si è concentrato soprattutto sul tentativo di rendere gli attori il più possibile permeabili al testo e sulla completa metabolizzazione delle parole in esso contenute. Parole mai banali, ma sempre cariche di intenzioni, di sentimenti, di emozioni. In fondo si è trattato, in ASTAROTH, di osservare dal di dentro l’essere umano con tutte le sue angosce terrene e le sue piccole e grandi debolezze. Il  tutto accompagnato dal desiderio di prolungare la propria vita oltre questo mondo, in un aldilà che potrebbe essere la proiezione di se stessi o qualcosa di veramente reale, ma che sfugge alla nostra mente di esseri umani. E in parallelo, nella TOPASTRA, l’osservazione della vita da parte di esseri che ci vedono dal basso e che noi spesso disprezziamo perché riteniamo inferiori e per tanto fastidiosi. Far emergere bene quanto la vita sia soprattutto una questione di punti di vista, questa è stata l’intenzione del lavoro di regia  e pertanto non dare nulla per scontato, neanche la presenza di un briciolo di umanità in un “potentissimo diavolo” o l’aspirazione ad essere trattata in modo civile e rispettoso in una “puzzolente topastra…” . (R.Noberini, regista)

 

il regista:

Renzo Noberini, nato a Livorno il 29-01-1953 - vive a La Spezia.

Attore, regista e autore di testi, soprattutto per teatro bambini, ha fondato insieme a Giancarlo Forma la compagnia “Incontriamoci a teatro” con la quale ha portato in scena tra gli altri i seguenti spettacoli, con il ruolo di protagonista: “L’importanza di chiamarsi Ernesto” di O.Wilde - “Canto di Natale” di C. Dickens - “Il  malato immaginario” di Molière - “Così ce ne andremo” e “La torre sul pollaio” di V. Calvino - “La patente” e “La giara” di L. Pirandello - “Cose turche” di S.Fayade.

Dopo aver composto varie rielaborazioni di famose favole quali Cappuccetto Rosso, Cenerentola, I tre porcellini, Pinocchio, Alice nel paese delle meraviglie, ha scritto e diretto i seguenti lavori:“Anche le befane sbagliano” - “Il sorriso della bimba triste” - “Ho ritrovato il mio bambino” - “Orazio uomo onesto nello spazio” - “Eumiceto sotto il mare” - “Com’era bello il nostro mondo!”(non ancora rappresentato).

Fa parte dall’anno 2001 della “Compagnia degli Evasi” con la quale ha  partecipato, come attore, ai seguenti spettacoli : “Fino a un certo punto” di William Cidale (ruolo non protagonista) – “Estate e Fumo” di Tennessee Williams, regia di Marco Balma (ruolo non protagonista) – “I maneggi di Zio Fransuà” di Alberto Cariola, (spettacolo teatrale e video, ruolo non protagonista). Nel 2011 propone la sua prima regia per la Compagnia degli Evasi, con lo spettacolo “La Topastra-Astaroth” di Stefano Benni.

Ultimo aggiornamento Giovedì 07 Giugno 2012 11:18  

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