Il tema:dopo il successo di “Sepolti Vivi – memorie della miniera”, la Compagnia degli Evasi si cimenta nuovamente nel teatro storico/sociale. Questa volta lo fa rivisitando la storia di un partigiano decorato al Valor Militare , un eroe della Resistenza, un eroe un po' anomalo: il partigiano "Primo", la cui unica “italianità” era identificabile nel nome di battaglia.
il perché: nel 2011 cadrà il centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia, la Compagnia degli Evasi ritiene che sia doveroso ricordare i valori fondanti della nostra Nazione e chi ha lottato per difenderli: persone come Rudolf Jacobs, Capitano della Marina Militare tedesca a La Spezia, che nel 1944 disertò per passare con i partigiani: bandiera, inno e propaganda non bastavano più a farlo sentire tedesco, la sua Nazione lo aveva tradito perché aveva tradito quei valori di pace e uguaglianza su cui era fondata. Quindi passare “dall’altra” parte non era più tradimento ma era accogliere l’occasione che gli permettesse di sentirsi nuovamente tedesco recuperando quell’umanità perduta nel buco nero nazista. Combattere al fianco dei partigiani per liberare l’Italia faceva di lui un combattente per la libertà e la pace, valori ben più importanti di una bandiera o di una lingua nei quali potersi riconoscere, e riconoscere gli altri come uomini e fratelli in un mondo nuovo che si voleva e doveva costruire, dove le Nazioni fossero unite da ideali condivisi e rispettati da tutti. Ecco perché è importante ricordare la resistenza e i suoi protagonisti senza i quali oggi non potremmo parlare dell’Italia come di una Nazione a distanza di quei centocinquanta anni dalla sua nascita, ricordando soprattutto a noi che è necessario “combattere” ogni giorno affinché quei valori non sbiadiscano nel tempo ma siano i mattoni con cui costruire il nostro futuro. (F. Petacco, attore protagonista)
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Lapide e fotografia di Rudolf Jacobs
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Pose fotografiche scattate durante le prove da Gianluca Ghinolfi Fotografo
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Rudolf Jacobs :(Nato a Brema, (Germania), il 26 aprile 1914, caduto a Sarzana, (La Spezia), il 3 novembre 1944) fu un Capitano di Marina tedesco che si unì alle brigate partigiane in Italia. Rudolf Jacobs disertò e combatté tra le fila delle brigate partigiane U. Muccini di Sarzana. Morì durante un attacco a una caserma fascista da lui stesso progettato. - Jacobs era figlio del noto architetto di Brema Rudolf Heinrich Jacobs. Questo gli permise, alla fine degli studi superiori nel 1932, di entrare nella Marina Mercantile dove poté restare al riparo dal montare del Nazionalsocialismo. Fino al 1938, Jacobs viaggiò per mare – fra l'altro, anche sulla nave scuola Deutschland – e acquisì la patente di Ufficiale. Nel 1936 si sposò con Herta. Dal 1938 studiò a Brema, nel Braunschweig e ad Hannover. Conseguì la laurea in Ingegneria nel 1940. - Nel 1939 Jacobs fu arruolato. All'inizio fu inviato nella zona di Amburgo-Altona, in seguito fu assegnato al gruppo di costruzione della Barriera Ovest Saarburg (Lothringen/Lorena). Il giovane ufficiale partecipò alla campagna d'Africa e ad altre operazioni tedesche. Nel 1943 prestava servizio in Italia, dove gli era stato affidato il comando di una batteria da 381 che, situata tra Punta Bianca e Bocca di Magra, era in grado di controllare la costa sino a Viareggio. - Jacobs fu un militare con un forte risvolto umano e sensibile al sociale, si adoperò infatti perché gli alimenti sequestrati fossero venduti sul mercato nero a prezzi fissi. Inoltre procurò generi alimentari per la popolazione a spese dell'esercito tedesco. - Nel 1943 sua moglie e i suoi due figli furono erroneamente dati per morti sotto bombardamento di Brema. Fu uno degli eventi che cambiò il destino di Jacobs, il quale, già di sentimenti democratici, successivamente rende concreta la sua avversione al regime hitleriano: insieme al suo attendente il caporalmaggiore Johann Fritz (Paul), decise di disertare e di passare con i partigiani italiani, che cominciavano ad operare in Val Magra. Presi accordi con un patriota lericino in contatto con la Resistenza, Jacobs e Fritz caricarono un autocarro di fusti di benzina e di armi e, una sera di settembre del 1944, abbandonarono la batteria. - Il 30 settembre 1944 a bordo dell'automezzo raggiunsero il ponte sul Magra dove li attendevano alcuni uomini della Brigata Partigiana Garibaldi "Ugo Muccini". I due militari tedeschi, accolti nella formazione, parteciparono attivamente alla lotta partigiana. - Il 3 ottobre 1944 Jacobs si distinse in combattimento contro soldati tedeschi e fascisti. A seguito di questa azione assunse il nome di battaglia “Primo”. - Il 3 novembre 1944 l'audacia del Partigiano Jacobs “Primo” gli fu però fatale: la sera di quel giorno Jacobs decise di guidare personalmente un'azione contro la caserma delle Brigate nere di Sarzana, mettendosi alla testa di dieci partigiani, fra i quali Fritz (Paul) e tre russi, ai quali aveva fatto indossare le divise tedesche. Forse Jacobs fidava sulla soggezione che, normalmente, i repubblichini dimostravano nei confronti degli ufficiali tedeschi. Fatto è che quando l'ufficiale germanico si presentò con il suo drappello alla caserma e intimò la resa al comandante fascista, questi aprì subito il fuoco, ma la pistola di Jacobs si inceppò. Si accese una mischia furiosa, con perdite sanguinose da entrambe le parti. - Fra i caduti partigiani anche il capitano Rudolf Jacobs. - La sua famiglia fu informata della sua morte solo nel febbraio 1957, quando fu rintracciata da Paolino Ranieri, il partigiano “Andrea” commissario politico della Brigata Muccini e successivamente sindaco di Sarzana per 25 anni. - Dopo la Liberazione, la città di Sarzana ha dedicato una lapide all'ufficiale tedesco. Nel marmo si legge quest'epigrafe: "Illuminato dalla Dea Giustizia , riscattato dalla soggezione al bestiale furore teutonico - non defezione - ma eroica rivolta - portò il capitano della Marina Germanica - Rudolf Jacobs , primo nelle file dei partigiani sarzanesi - ad immolarsi per l'Italia - per la Libertà – Patria Ideale - Il 3 novembre 1944 – La civica Amministrazione – questo marmo vuole - nel luogo del sacrificio". Anche la città di Parma ha dedicato una strada all'ufficiale tedesco. (Fonti: Wikipedia - www.anpi.it – interviste ai partigiani) |
Sinossi e presentazione spettacolo teatrale “Jacobs”
Ricordi scorrono in un dialogo immaginifico con il nipote, che forse non è nemmeno esistito, le immagini della sua giovinezza e i personaggi, le situazioni che ha vissuto come protagonista calcando il grande proscenio che è la vita. Quindi ricordi che prendono vita, passando direttamente dalla fantasia al palco saltando, mutando, come solo l’immaginazione sa fare, pronti a incarnare tutte le situazioni e le fantasie del nostro protagonista. In questo teatro prende forma la singolare storia del partigiano Rudolf Jacobs: il più alto grado delle forze armate tedesche che abbia disertato per unirsi alle Brigate Partigiane. Un uomo che portava il doppio peso di lottare contro il governo di due paesi, un uomo che ha tradito anche perché: 'Solo colui che ama può diventare un traditore. Il tradimento non è il contrario dell'amore, è una delle sue tante opzioni. Traditore è colui che cambia agli occhi di coloro che non possono cambiare e non cambierebbero mai e odiano di cambiare e non lo concepiscono, a parte il fatto che vogliono continuamente cambiare te. In altre parole agli occhi del fanatico il traditore è chiunque cambi' . (Amos Oz – “ Contro il fanatismo”). Quindi Jacobs traditore agli occhi di un’epoca ottusa e fanatica; traditore anche perché, a seguito dei bombardamenti alleati sulla Germania gli fu recapitata l’errata notizia dell’annientamento della sua famiglia. 1944: in un mite settembre il Capitano Rudolf disertò e diventò “Primo” , e nel novembre morì da eroe Partigiano. (Luca Bettocchi – regista) |
Note sulla regia.- La vicenda storica di Rudolf Jacobs si presenta frammentaria e in alcuni punti lacunosa per la natura stessa dell’evoluzione dei fatti e per il breve arco temporale che ne vede il suo sviluppo. Vi sono pochi resoconti ufficiali e testimonianze che ne riportano in generale i fatti, e la maggiore parte del materiale storico viene dalla stessa narrazione di chi quella vicenda l’ha vissuta direttamente. - Detta frammentarietà, pur mancando di consequenzialità, e quindi lasciando spazio alla fantasia, non manca di fornire un quadro generale, e quindi organico, basato sui fatti storicamente verificati. - Il regista Luca Bettocchi, basandosi sulla frammentarietà della vicenda, ha deciso, in simultaneità con l’autore del testo Marco Balma, di raccontare la storia così come è stata appresa dalle fonti durante la ricerca storica che ha portato poi alla stesura e messa in scena del progetto “Jacobs”. - Quindi in scena un solo personaggio reale, contornato dai suoi fantasmi, i ricordi, che saranno resi tramite l’adozione della tecnica del montaggio dell’attenzione dello spettatore, che prevede una lavorazione continua della controscena rispetto alla scena stessa. Tecnica derivante dagli studi sulla forma scenica del “Terzo Teatro”. - In “Jacobs” si vedrà l’intrecciarsi di elementi di teatro “tradizionale” e Terzo Teatro, in concomitanza di altre espressioni artistiche necessarie a caratterizzare il giusto clima, ai fini del risultato artistico e della fruibilità da parte dello spettatore. La musica è stata, inoltre, creata su misura per lo spettacolo dai compositori Paolo Porto e Alberto Meli ; il canto è stato diretto dalla cantante Anna Maria Aquilani, il disegno luci è stato progettato da Francesca Calani, il tutto sotto la supervisione tecnica di Luigi Gino Spisto. - La Compagnia degli Evasi ha deciso di creare per questo spettacolo un cast di alto livello scegliendo tra le figure tecnico/artistiche emergenti nella realtà della provincia spezzina, sia tra professionisti che tra i non professionisti; ciò per seguire la precedente vincente esperienza dello spettacolo “Sepolti Vivi – Memorie dalla miniera”, che aveva portato ad ottimi risultati proprio per la convergenza di dette esperienze. - In definitiva, un sogno che si srotola nell’arco di poche ore, in una sera, nella casa di un anonimo anziano che vagheggia un frammento di passato dai contorni incerti e, proprio come i pensieri, vaga da un momento all’altro dell’evento per arrivare a darne un quadro concreto. Personaggi come sogni, ricordi, pensieri, che vivono pur non esistendo concretamente, ed interpretano la sua giovinezza e quello che i suoi occhi hanno visto. (Luca Bettocchi – regista) Licenza storica sul testo teatrale: per efficacia scenica e scelta registica abbiamo scelto di chiamare Jacobs con il nome di partigiano "Primo" anzichè "Rodolfo" visto che diverse fonti citano entrambi i nomi, ritenendo Primo più significativo sul piano teatrale. |
PROPOSTA COMMERCIALE :Per conoscere e concordare il i costo dello spettacolo ed ogni comunicazione in merito contattare il direttore di produzione Alessandro Vanello : cellulare 335 8254436 e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Sono prese in considerazione le formule “ad incasso” e accettati eventuali “sponsor” Lo Compagnia degli Evasi è totalmente autosufficiente sia per il service di attrezzature audio e luci che per gli elementi scenografici, che vengono manovrati da nostri tecnici e forniti gratuitamente (costo compreso nel prezzo concordato). Eccetto il palco che dovrà essere messo a disposizione dall’organizzazione, nelle dimensioni descritte nell’allegata scheda tecnica. Inoltre: - Costo pratica S.I.A.E. a carico dell’Organizzazione : essendo noi stessi gli autori del testo forniamo manleva sui diritti da produrre alla S.I.A.E. Costo totale pratica stimato in circa € 80,00 . - Costo eventuale service luci e audio di vostra fiducia a carico dell’Organizzazione. Se richiesta, la Compagnia fornisce convenzione F.I.T.A. per l’agibilità E.N.P.A.L.S. Si chiede la possibilità di raggiungere lo spazio scenico con il furgone per il carico e scarico delle attrezzature e di poter parcheggiare in zona limitrofa sicura. PROMOZIONE: La Compagnia degli Evasi fornisce promozione gratuita dell’evento attraverso i propri canali web: sito www.evasi.it - newsletter via e-mail - pagina od evento Facebook |
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SCHEDA TECNICA Elenco delle specifiche tecniche: Spazio: Preferibilmente un palco di dimensioni minime larghezza 7 metri, profondità 6 metri, meglio se più grande almeno largo 8 per 8 metri profondo o più. Lo spettacolo può essere rappresentato anche senza palco, su pedana, a terra o altra superficie, purché liscia. Considerare la visibilità del pubblico. Luci: Potenza carico minima richiesta 8 kw – meglio 10 kw o più. Nostro Set cavi autonomo per tutto lo spazio. Piano regia a lato palco o fondo sala/piazza. Attacco elettrico: 36 A – 380 V + terra – Per Legge standard a norma CEI. Per altre tipologie, o diversi carichi di potenza , varie ed eventuali contattare i numeri sotto elencati. Tempo allestimento tecnico e scenografico : stimato in quattro ore. Tempo smontaggio : due ore. Contatti tecnici: Responsabile Capo: Luigi Gino Spisto – cell. 347 1604649 / 3385729522 E’ sempre gradita e per Legge necessaria la presenza o reperibilità di un Vs responsabile tecnico/elettricista. |
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Rudolf Jacobs era, infatti, un Capitano della Marina tedesca, che disertò per unirsi a quella che sarebbe diventata da lì a poco la Brigata Partigiana “U. Muccini” di Sarzana (SP).
Jacobs è stato un uomo singolare, un animo capace di muoversi d'impeto nell'ottica della ragione, facoltà allora ottenebrata dalle ceneri della storia d'interi paesi conquistati. Un uomo, del quale vale la pena raccontarne la storia, per portare alla luce quei valori che lo spinsero alla diserzione: ragione, umanità, sensibilità, coerenza e pace. Una storia di guerra, contro la guerra. (Luca Bettocchi, regista – Alessandro Vanello, Dir. di produzione)



Un uomo anziano ricorda, percorre le sue memorie non con il metro della narrazione ma con la fluidità caotica del pensiero che lo porta a tessere disordinati brandelli di storia il cui ago e filo saranno memorie di gioventù che prenderanno magicamente vita in personaggi che, se pur realmente esisti, scaturiscono tanto lucidi e taglienti quanto fugaci nei contorni, tanto e quanto possono essere labili i contorni della memoria di un uomo al tramonto della sua esistenza.
