Sipario calato

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Estate fumo

 

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"Estate e fumo" è, tra i lavori di Tennessee Williams, il meno conosciuto. Ha però il pregio di mostrare un aspetto del grande drammaturgo americano che forse sfugge nelle sue commedie più famose: (La gatta sul tetto che scotta, Lo zoo di vetro, La rosa tatuata, Un tram che si chiama desiderio) l'amore inteso come redenzione, la più alta forma di dedizione verso l'altro.

Vincitore della decima vetrina teatro di Castelfranco di sotto

(nella sezione "recensioni" le motivazioni della giuria),

ha partecipato al Festival Teatrale di San Miniato.

anno: 2004

Sapore di fiele

 

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Chiara, la protagonista dello spettacolo, è come una ballerina che volteggia sorridente fra le braccia dei suoi pretendenti, piccoli uomini che si gonfiano sicuri quando la hanno tra le braccia e si sgonfiano sconfitti quando lei non c'è più. Uguali fra di loro quasi fatti con lo stampino, i personaggi di questo spettacolo vivono le loro gioie e i loro drammi sessuali come una condizione assoluta, non c'è spazio per niente altro, si annullano nei loro istinti. Uguali tutti nell'ipocrisia di coprire con l'amore i loro rapporti e nella colpevolezza di rinnovare l'illusione dell'amore con i loro comportamenti stereotipati e recitati, senza chiedersi mai cosa cercano e fanno veramente.

anno: 2004

La consistenza della nebbia


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(Oceano, parte prima: dove sfociano le acque dei racconti)
Lo scenario. Siamo nel 14..; tra qualche anno, con le scoperte geografiche, inizierà l'Era Moderna. In un villaggio di pescatori e marinai, sulla costa dell'Algarve portoghese, che si chiama Faro, viene salvato un naufrago. Non riesce a raccontare, ma si intuisce che ha visto qualcosa di terribile o di meraviglioso. La popolazione del villaggio si divide: chi vuole armare una nave e parire per vedere con i propri occhi e chi è contrario, perchè è rischioso, perchè nulla potrà cambiare, perchè ogni nuova conoscenza diminuisce il Potere. Si discute, si fanno progetti, si trama gli uni contro gli altri, in attesa che una nebbia invadente e misteriosa, che penetra nei cervelli e rende ciechi, si dissolva e permetta di salpare. La nebbia come ignoranza e cecità, il grande mare come fonte di conoscenza, navigare come unica speranza di sapere, vedere, vivere.

anno: 2005

Metti, una sera a cena


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uno scrittore, Michele, immagina una storia banale per la stesura di un copione; un marito la moglie e l'amante che è il migliore amico del marito. L'ispirazione la trae da ciò che gli è più vicino, la moglie Nina, l'amico Max, e Giovanna un'amica della moglie. I quattro si ritrovano attorno a un tavolo; non seduto con loro, Ric. Cinque personaggi che discutono della società, della vita, del sesso, e in un sottile gioco di non detto fanno ciò di cui stanno parlando. Tradimenti, malizie, triangoli, sfoghi, contraddizioni. La regia, di Marco Balma, è veloce e dinamica, la recitazione spedita, per un testo decisamente vecchio ma non passato.

 

 

 

anno: 2005

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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